Grafologia e percorso scolastico

Scuola (Orientamento scolastico, età evolutiva, disegni scarabocchi, disgrafia, disortografia, discalulia e dislessia)

Orientamento scolastico

Al termine delle Scuole Medie o di quelle Superiori, i ragazzi, sperimentano la difficoltà ed indecisioni a decidere sugli studi successivi, a volte si lasciano guidare dai genitori o dagli insegnanti, altre volte si lasciano influenzare dagli amici o decidono autonomamente il percorso successivo.

L’ analisi grafologica è in grado di rilevare la scelta di studi più confacente alle proprie tendenze, in base alle proprie capacità, motivazioni e potenzialità del ragazzo, inoltre consente di individuare caratteristiche precise dell’allievo, che se coltivate, possono avere un’evoluzione positiva.

Osserviamo le scritture appartenenti a due ragazze coetanee:

 

 

Fig. 1 Scrittura chiara, precisa, ordinata = intelligenza sintetica, attenzione, coerenza nel ragionamento, coesione, capacità di approfondimento.

 

Fig. 2 Scrittura rapida, piccola, con grandi spazi tra parole e tra righe, lettere accennate = capacità intuitiva, desiderio di conoscenza, curiosità, ma poca costanza nell’azione.

Sono solo due esempi che mostrano che il processo di orientamento prenderà vie assolutamente diverse; dunque, l’attenzione posta al gesto grafico consente di individuare caratteristiche precise delle due ragazze (fig. 1 - 2) e dei ragazzi in generale, che sono aiutati a ripensare con maggior chiarezza alle scelte da fare, a definire meglio le proprie ambizioni e a riflettere sulle proprie motivazioni.

Dislessie e disgrafie

La Grafologia è in grado di rintracciare segnali d'allarme nelle scritture e nei disegni convalidando diagnosi emesse dall’equipe medica.
La disgrafia o “brutta” scrittura è un fenomeno in continuo aumento nelle scuole italiane determinando un certo disagio nei bambini e nei ragazzi che ne sono afflitti e ciò può portare ad atteggiamenti di disimpegno ed autoesclusione alle attività che propone la scuola. Molto spesso la disgrafia viene scambiata per negligenza, poco impegno, scarsa motivazione all’apprendimento; di conseguenza il ragazzino è considerato poco volenteroso, disorganizzato, disordinato, non motivato. Tale valutazione genera un pregiudizio pericolosissimo che permane talvolta per sempre o, nel migliore dei casi, fino a quando il ragazzo non viene sottoposto a diagnosi, effettuata dal neuropsichiatra infantile, che ne conferma la disgrafia.
La disgrafia può essere affrontata attraverso un ciclo di rieducazione della scrittura (richiedi informazioni) .

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